Recensioni

5 film da guardare durante il Pride Month

Come tutti sappiamo giugno è il “Pride Month”, un mese per celebrare la cultura queer e le lotte che sono state compiute per ottenere quei diritti che oggi la comunità può rivendicare.
Dai moti di Stonewall del 1969, arrivando a tutte le conquiste quotidiane che sono faticose da ottenere e mantenere.

L’industria cinematografica nel corso degli anni si è adoperata per portare alla luce questa parte importante della nostra storia, anche gli avvenimenti passati in sordina, per dare visibilità ad ogni singolo eroe che ha contribuito ad aggiungere un tassello alla storia della comunità LGBTQIA+.

Per questo ho deciso di stilare una lista dei 5 film iconici e culturalmente importanti che tutti dovremmo vedere per capire e comprendere quello che è successo e le importanti conquiste che sono state fatte, sperando che tra qualche tempo tutto questo venga celebrato sempre e non soltanto un mese all’anno.


1) Milk – Gus Van Sant (2009)

  1. Wow che bel film, mi è piaciuto veramente tanto
  2. Racconta di un pezzo di storia molto importante per la comunità omosessuale americana degli anni ’70, con l’elezione a consigliere della città di San Francisco di un uomo apertamente gay
  3. Un Sean Penn clamoroso (non per niente si è meritato l’oscar)
  4. Il film dura 128m e si guarda bene, volentieri, la storia cattura, non annoia ed è super interessante
  5. La vicenda che viene raccontata è molto importante, perché segnò un principio di superamento degli abusi a cui era sottoposta la comunità gay da parte di quella eterosessuale
  6. È un film per tutti, che però consiglio di guardare con dell’attenzione e del coinvolgimento

VOTO: 8


2) Philadelphia – Joanathan Demme (1993)

  1. Film incredibile, potente e struggente (dire che piango ogni volta che lo vedo è scontato)
  2. Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta la storia di un brillante avvocato, stimato dai suoi colleghi, che si ammala di AIDS e quando la malattia diventa troppo evidente per essere nascosta, viene licenziato con una falsa accusa. Assistiamo alla sua lotta per ottenere giustizia
  3. Il film dura 126m e personalmente non lo trovo pesante, anzi credo che ogni momento sia importante, però per alcuni potrebbe risultare lento
  4. Oscar a Tom Hanks come miglior attore super meritato, ma grandissimi anche Denzel Washington e Antonio Banderas
  5. Il tema dell’AIDS e dei pregiudizi che si porta dietro, viene trattato benissimo e penso sia importante per tutti guardare e capire questo film

VOTO: 8/9

3) I segreti di Brokeback Mountain – Ang Lee (2005)

  1. Film cult che ha rinnovato e stravolto il genere western
  2. È la storia di due cowboy che passano un’estate a fare la guardia ad un gregge di pecore, scoprendo una parte di loro che avevano sempre tenuto nascosta. Seguiamo la loro vita nel tentativo di gestire la situazione, conducendo, al contempo, una vita apparentemente normale
  3. È un film struggente che fa trasparire in modo molto chiaro la difficoltà e la sofferenza del non poter vivere la propria vita come si vorrebbe essendo sé stessi al 100%
  4. Dura 134m. Ammetto che in generale è un po’ lento, non ci sono grandi avvenimenti che movimentano la storia, ma penso che il bello stia anche nel prendersi il tempo per mostrare, in tutte le sue sfaccettature, la vita di queste due persone e penso sia proprio questa lentezza che ci permette di empatizzare con loro
  5. Lo consiglio a tutti, soprattutto per capire quanto la società fortunatamente si sia evoluta e come ora ci siano più possibilità per vivere la propria vita alla luce del sole

VOTO: 8.5


4) La Vita di Adele – Abdellatif Kechiche (2013)

  1. Tratto da una graphic novel, il film ha diviso il pubblico e ha fatto molto discutere, ma porta sullo schermo un messaggio importante, sotto forma di simil documentario
  2. È la storia di un’adolescente che inizia a scoprire sé stessa e la sua sessualità, iniziando una relazione con una ragazza più grande, ma tutto questo porterà a galla differenze, problemi e dubbi
  3. Dura veramente troppo (180m)! È decisamente pesantino, però si segue bene e come viene raccontato il tutto è azzeccato, probabilmente strutturato in un modo diverso, non sarebbe così potente
  4. È molto esplicito!
  5. Vi consiglio di guardarlo con calma, prendendovi il vostro tempo e con una mentalità aperta 

 

VOTO: 7.5


5) Le Fate Ignoranti – Ferzan Ozpetek (2001)

  1. Un film interessante con un giovanissimo Stefano Accorsi
  2. Racconta di una donna che scopre che il marito defunto aveva una storia con un uomo. Lei lo cerca ed entra in questo mondo quasi surreale costellato da personaggi sopra le righe, alcuni di questi queer
  3. Dura 105m, non è pesante, si guarda abbastanza bene. Ci sono alcuni concetti, espressioni e modi di vivere che ad oggi risultano superati, però bisogna contare che questo film è del 2001
  4. In pieno stile Ozpetek
  5. Sicuramente ci sono film che trattano meglio la tematica, però questo offre un punto di vista diverso che apre al concetto di amore non solo dal punto di vista fisico e passionale

VOTO: 6/7

5 luoghi immaginari perfetti per le nostre vacanze

Quante volte abbiamo sognato di aprire il nostro armadio e trovarci catapultati a Narnia, oppure di sederci ai Tre Manici di Scopa a bere una Burrobirra rinfrescante, o ancora fare una settimana bianca ad Arendelle?

Sarebbe fantastico se si potesse viaggiare tra i luoghi fantastici dei nostri film del cuore, quelli che ci hanno fatto sognare, emozionare e dire “mi piacerebbe andarci”.

Non potendo fisicamente andare in questi luoghi, ho deciso di far volare la mia fantasia e stilare una lista dei 5 luoghi immaginari perfetti per una vacanza:

1. Te Fiti da Oceania

Località perfetta per una vacanza all’insegna del mare e dell’avventura!

Chiunque potrebbe prendere un aereo per andare in Polinesia, ma nessuno può raggiungere questa isola fantastica al cui interno batte il cuore di una divinità. 

Avere la possibilità di avventurarsi per l’oceano con Vaiana, ascoltare le storie su dei ed eroi di Maui, cercando di evitare ad HeiHei di fare una brutta fine. 

Consiglio di stare attenti ai gioielli, un granchio gigante potrebbe rubarveli!

2. Terra di Mezzo da Il Signore degli Anelli

Se vi piacciono i viaggi “on the road” questa è la meta perfetta per voi!

Mare, montagne, pianure, boschi e territori completamente aridi con vulcani e occhi infuocati che osservano ogni vostro movimento… Cosa volete di più?

In più gli hobbit sono persone cortesi a cui piace far festa, quindi il divertimento è assicurato! Se invece volete un’esperienza più tranquilla, completamente immersi nella natura, vi consiglio di raggiungere il territorio degli elfi.

Piccolo consiglio: state lontani dagli anelli con incisioni in lingue che non conoscete, la vostra vacanza potrebbe risultare non così piacevole

3. Narnia da Le Cronache di Narnia

Se volete fare una settimana bianca questo luogo è perfetto per voi!

Si raggiunge comodamente dal vecchio armadio che avete in soffitta, sì proprio quello in cui tenete i cappotti che non usate più.

Ad accogliervi troverete un fauno gentile che vi farà da guida… Mi raccomando, però, se al suo posto incontrate una donna che vi offre dolci, potere e gloria, declinate gentilmente e aspettate l’arrivo del signor Tumnus che vi accompagnerà ai vostri alloggi.

Attenzione: gli animali parlano.

4. Diagon Alley e Hogsmeade da Harry Potter

Questa meta è perfetta per chi vuole visitare una città e scoprirne tutti i segreti.

Diagon Alley si raggiunge in treno, partendo dal binario 9 ¾ alla stazione di King’s Cross, oppure con la metropolvere dal camino di casa vostra.

I luoghi da visitare sono tantissimi: il negozio di bacchette di Olivander, Il Ghirigoro, il negozio Tiri Vispi Weasley, la Gringott; spostandosi ad Hogsmeade, invece, troverete: la Stamberga Strillante, i Tre Manici di Scopa e Mielandia

State attenti a dove andate, perché potreste ritrovarvi a Nocturne Alley e potrebbe essere un’esperienza spiacevole.

5. Pandora da Avatar

Sognate una vacanza all’insegna dell’avventura? Pandora non vi deluderà!

Potrete sorvolare questo bellissimo pianeta sul dorso di un Ikran, combattere creature selvagge come i Thanator e procacciarvi il cibo da soli.

Avrete la possibilità di entrare in contatto con la cultura dei Na’vi, risiedere nella foresta sviluppando un forte legame con la natura e partecipare alle cerimonie sacre.

Attenzione: alcuni Na’vi non sono molto amichevoli e potrebbero cercare di uccidervi!

Non vi resta che scegliere e buon viaggio!

I Matti di Dio. Lo spettacolo di Federico Perrotta conquista anche Roma

Una vecchia storia abruzzese, un capocomico, i suoi attori e tanto buon umore al Teatro 7 Off, in scena fino al Primo Maggio

Salgono sul palco come quattro personaggi strampalati Massimiliano Elia, Giacomo Rasetti, Andrea D’Andreagiovanni e Federico Perrotta. Capitanati da quest’ultimo interpretano un manipolo di attori abruzzesi arrivato da poco a Roma. Con le loro gag in dialetto fanno i marmittoni alle manovre teatrali d’una grande città. Si punzecchiano allegramente con il ritmo del cabaret, fanno dannare il loro capocomico Domenico ed entrano di soppiatto in una storia vera che volge tutto al metateatro. I quattro cercano d’interpretare la vicenda realmente accaduta di Oreste De Sanctis, frate ottocentesco sconosciuto a molti libri di storia e soprannominatosi Messia d’Abruzzo. Un frate che come San Francesco cercò di combattere il materialismo ecclesiale con la spiritualità.

Perrotta e i suoi ci aggiungono anche la spiritosaggine, riuscendo a mixare rispettosamente un tema religioso alla commedia. La penna autoriale de I Matti di Dio in realtà è di Ariele Valente, che dalla ricostruzione storiografica su De Sanctis attraverso memorie e documentazioni ottenute visitando diversi paesi in Abruzzo, ha tessuto una pièce intorno alle spalle forti di Perrotta. Eravamo abituati a vederlo sul palco come attore nelle compagnie di Pino e Claudio Insegno Perrotta, o nel Bagaglino, o al cinema come caratterista. Qui esordisce come capocomico tenendo insieme tre straordinari attori e la loro ventina di personaggi interpretati in una girandola di macchiette che riescono a lasciare anche il tempo di una riflessione sul potere e la morale. Non solo ecclesiale dei cardinali ai quali De Sanctis si ribella, ma civile, delle persone comuni.

Parlano alle persone comuni questi Matti di Dio, lo fanno in abruzzese e sono buffi, a volte impacciati, altre sfacciati, nel dare vita a vecchine di paese, contadini e a tutto un piccolo circo di caratteri legati a questo mondo bucolico fatto di timor divino, buona creanza e profittatori, ma così simile, in fin dai conti al nostro mondo moderno. Prodotto dalla Uao di Valentina Olla e già andato in scena lo scorso anno in diverse regioni, ovviamente anche in Abruzzo, ma alla prima romana del Teatro 7 Off del 21 aprile ha riservato una sorpresa un po’ folle quanto azzeccata: una special guest star presa dal pubblico. Così, durante la prima romana, se credevamo che il regista PierFrancesco Pingitore fosse in prima fila solo per guardare lo spettacolo di uno dei suoi amici attori, invece, portato sul palco per la scena del tribunale, ha interpretato il Giudice, con tanto di leggio sullo scranno e un’autoironia giocosa e divertente. “Ogni sera un ospite diverso” è la promessa di Perrotta dopo gli applausi. Ce ne sono stati altri/e, e chissà chi ancora salirà su quel palco fino al primo maggio, ultimo giorno di repliche.

Anche lo spazio scelto non è per nulla banale. Il nuovissimo Teatro 7 Off, nato in un quartiere solitamente poco avvezzo al palco, è una piccola rivelazione per la città e gli appassionati di teatro che da poco hanno la possibilità di fruire di questa bella sala da 150 posti incastonata tra Talenti, Tufello e Conca D’Oro (insomma Roma Nord) sotto la direzione artistica di Michele La Ginestra. Alla prima stagione dalla sua coraggiosa apertura da zero, con tutto il Covid ancora in corso, un teatro nuovo non è soltanto un vitale segno di coraggio, ma un atto d’amore e di rivoluzione.

#PEACE

 

Earth day 2022: “There’s no place like home”

Qual è il posto migliore in cui vivere? E perché proprio il nostro pianeta?

Ognuno di noi vive su questo pianeta da tempo differente, ma nonostante abbiamo visitato i luoghi più disparati e alcuni li abbiamo anche abitati, siamo sempre rimasti qui, nella nostra grande casa.

Ho riflettuto molto su questo concetto… Sul fatto che il pianeta Terra sia la nostra casa e mi sono chiesta: perché quando invitiamo qualcuno nei nostri appartamenti per prima cosa chiediamo di togliere le scarpe, ma non ci facciamo problemi a gettare una sigaretta a terra, o peggio, una bottiglia di plastica?

La strada, il prato, il fiume, il boschetto e la spiaggia sono tanto casa nostra quanto lo è il nostro appartamento, anzi forse di più perché probabilmente ad un certo punto ci trasferiremo o, il palazzo in cui vivevamo verrà demolito, cessando di esistere, mentre il prato su cui abbiamo buttato la gomma da masticare, resterà lì (speriamo!).

Oggi in particolare, tutti cerchiamo di fare sensibilizzazione, dimenticandoci domani delle belle parole che abbiamo scritto, soprattutto perché ormai leggere è diventata un’attività che non abbiamo il lusso di praticare, perché siamo di corsa, siamo visivi, concreti e anche un pò pigri!

Perciò ho selezionato per voi 4 film adatti a grandi e piccini, per capire quello che sta succedendo intorno a noi e, mi auguro, spingeranno anche voi, come è successo a me, a voler avere più cura della nostra grande e splendida casa.

Iniziamo con un documentario famosissimo che ha fatto il giro del globo, ma che non potevo non inserire in questa lista perché, oltre ad essere fatto benissimo, è veramente di grande impatto!

Seaspiracy

(Netflix)

  1. Un documentario fortissimo che mi ha colpita nel profondo e ammetto di essere ancora un pò scossa
  2. Il regista Ali Tabrizi parte per una missione che ha lo scopo di indagare cosa realmente succede nei nostri mari, se possa veramente esistere una pesca sostenibile e quali soluzioni possiamo adottare per impedire lo sterminio delle specie marine
  3. È fatto veramente bene! Si vede che c’è ricerca e impegno e anche a livello visivo è di grande impatto
  4. Non aspettatevi il solito documentario ambientalista con un’idea fissa e a tratti noioso; questo è molto dinamico, analizza diversi punti di vista e tiene incollati allo schermo
  5. Dura 1h30m circa ed è un unico film, quindi si guarda tranquillamente. Anche se consiglio di vederlo con calma, senza fretta e magari lontano dai pasti perché alcune scene sono molto forti
  6. Ve lo super consiglio, anche se non siete “interessati” a questo genere di cose, perché ci riguardano da vicino più di quanto pensiamo

Voto: 8.5


Proseguiamo con un film d’animazione, ma non fatevi ingannare dal fatto che sia per bambini, perché la morale è molto importante e, nonostante sia un film del 2015, resta di grande attualità

The Lorax

(Amazon Prime Video)

  1.  Un bellissimo film di animazione con una morale molto importante: se anche solo una persona crede tantissimo in un’ideale, il cambiamento è possibile
  2. È la storia di questo ragazzino che vive in una città finta, fabbricata, senza più niente di naturale, creata da un uomo che si è arricchito vendendo aria pulita, e lo seguiamo nel difficile tentativo di recuperare il seme di un albero, dato che nel suo “mondo” non ne esistono più
  3. È un film veramente emozionante e che fa riflettere in maniera profonda, ma con leggerezza, sugli effetti della deforestazione a fini industriali
    Dura poco, 1h20m circa, si segue bene, la trama è bella ed è anche molto divertente
  4. Super consigliato per tutte le età, da guardare in qualsiasi momento perché è molto leggero ed è un modo alternativo per informarsi sull’argomento

Voto: 8.5


Vi consiglio un altro documentario fatto molto bene, che spiega in maniera molto accurata la catastrofica condizione in cui versa il nostro pianeta e spiega anche che soluzioni possiamo adottare per ritardare la sua inevitabile fine

Superare i limiti: la scienza del nostro pianeta

(Netflix)

  1. Se avete voglia di vedere uno di quei documentari super interessanti che vi fanno venire talmente tanta ansia da provocare una reazione forte e voglia di attivarsi, questo è quello che fa per voi
  2. In questo documentario vengono esposti e spiegati i 9 limiti che non dovremmo mai superare se non vogliamo condannare definitivamente il nostro pianeta, fornendo anche, però, delle soluzioni per migliorare la situazione
  3. Ammetto di sapere poco a riguardo, ma dopo aver visto questo film ho capito tantissime cose e ne ho scoperte di nuove! Quindi lo consiglio anche e soprattutto a chi, come me, ne sa poco sull’argomento
  4. Dura 1h14m, quindi si guarda tranquillamente, è super scorrevole ed interessante
  5. È del 2021 quindi i dati sono aggiornati fino all’anno scorso
  6. Lo consiglio a tutti, perché oltre ad aver imparato un sacco di cose, mi ha fatto venire una gran voglia di cambiare le mie abitudiniì

Voto: 8


Per concludere, vi consiglio questo film del 2017 super bello e che, pur raccontando di fatti quasi fantascientifici, dipinge una situazione altamente verosimile

Okja

(Netflix)

  1.  Film molto profondo e scioccante che tratta dello sfruttamento e maltrattamento degli animali da parte delle industrie che si professano ad impatto zero, eco friendly, cruelty free e chi più ne ha più ne metta
  2. Il film parla di questa CEO che cerca di rilanciare l’azienda di famiglia promettendo di porre fine alla fame nel mondo, grazie a dei maiali giganti che sono stati trovati per caso, quando la realtà è totalmente differente, e di una bambina che lotterà con tutte le sue forze per salvare il suo migliore amico
  3. Cast stellare diretto da uno dei miei registi del cuore, Bong Joon-ho (Parasite, Snowpiercer)
  4. È veramente d’impatto, ci sono scene molto forti, che fanno riflettere profondamente. In più l’immagine dei membri del consiglio di amministrazione senza scrupoli, che non si fanno impietosire da niente, mossi solo dal vile denaro, è super realistica
  5. Dura 2h e non è per niente pesante o noioso, anzi! Super interessante che ti tiene lì fino alla fine, lasciandoti con una gran rabbia e la voglia di cambiare le cose

Voto: 8+

Oscar 2022: una cerimonia che ha lasciato il segno

Domenica notte si è tenuta la 94esima edizione degli Academy Awards, che aveva il compito di risollevare gli animi dopo la disastrosa cerimonia dello scorso anno. 

Sicuramente non sono stati gli Oscar più belli che io abbia mai visto, considerando l’assegnazione di alcuni premi con i quali sono in disaccordo, la reiterata decisione di non avere un host unico, ma anzi di far presentare la serata ad un numero pressoché infinito di guest star tra attori, registi, musicisti, ecc… 

In ogni caso, era veramente impossibile fare peggio dello scorso anno, quindi questa volta sono riuscita a non addormentarmi e ho potuto fortunatamente vedere in diretta l’imbarazzante alterco avvenuto tra Will Smith e Chris Rock che sembra essere l’unico highlight di uno degli eventi più importanti del mondo dello spettacolo. A chi importa della vittoria di Jane Campion, la prima regista donna ad essere nominata due volte nella categoria “best director”, del bellissimo momento in cui al Dolby Theatre si sono alzati tutti in piedi per celebrare la vittoria di Troy Kotsur come “best supporting actor” con un applauso silenzioso o del bellissimo discorso di Jessica Chastain, quando puoi riempire articoli e post di una scazzottata fuori programma.

Fortunatamente tra il gossip becero e gli avvenimenti accessori, c’è stato anche il tempo di parlare di cinema: tra la celebrazione degli anniversari di diversi film come “Pulp Fiction”, James Bond”, “Il Padrino”, con il toccante “in memoriam” di quest’anno e, ultimo, sicuramente non per importanza, con le premiazioni dei film e degli attori in gara.

Ci sono stati tre film che hanno sovrastato gli altri, due dei quali vincendo in tutte le categorie per cui erano candidati:

 

DUNE

(best original score, best visual effects, best cinematography, best production design, best film editing, best sound)

  1. Premessa: questo film è la prima parte parte di due (o tre alcuni dicono). Quindi non temete, se l’hanno fatto finire così c’è un motivo
  2. A me è piaciuto. C’è la fantascienza, c’è l’azione, c’è il dramma e c’è la sottotrama politica, il tutto condito da un’ottima recitazione e da un ritmo abbastanza sostenuto
  3. Dura 2h35m ma vi assicuro che ne vorrete ancora e non vi accorgerete del tempo che passa
  4. Unica pecca è che molte cose non vengono spiegate o approfondite troppo (bisogna però tenere conto del fatto che stanno condensando 6 libri in 2/3 film quindi è normale che non ci spieghino tutto)
  5. Smettetela di dire che non c’è Zendaya!
  6.  Non sono una grande amante della fantascienza (soprattutto quando le cose si svolgono nello spazio), ma lo consiglio a tutti, anche a quelli come me

VOTO: 8

 

CODA – I segni del cuore

(best picture, best actor in a supporting role, best adapted screenplay)

  1. Se avete voglia di farvi un po’ di piantini questo è il film giusto per voi 
  2.  È la storia di una ragazza udente figlia di sordomuti (CODA sta infatti per “child of deaf adults”) che vive la sua vita in uno stato di codipendenza dalla sua famiglia, ma imparerà a dare valore anche a sé stessa in quanto individuo separato
  3. È una storia molto dolce, la trama è bella (seppur non troppo originale), come genere siamo sul drammatico con una spolverata di romcom e dura 1h50m circa
  4. Piccola curiosità: gli attori che interpretano i familiari della protagonista son veramente sordomuti
  5. Vi assicuro che dopo aver visto questo film avrete un’ondata di energia positiva

VOTO: 7/8

 

GLI OCCHI DI TAMMY FAYE

(best actress, best makeup and hairstyling)

  1. Non conoscevo la storia di questa donna sicuramente eccentrica e devo dire che mi ha profondamente catturata
  2.  È una storia vera e il film parla di come Tammy Faye e suo marito, partendo da zero, abbiano creato il network religioso più grande del mondo, di come lei sia diventata un’icona e dei problemi che hanno dovuto affrontare prima, dopo e durante
  3. Jessica Chastain è spettacolare, bravissima, incredibile ed è veramente molto simile alla Tammy Faye originale, ma anche Andrew Garfield (che come Lin-Manuel Miranda ha deciso di monopolizzare le candidature ai vari premi) pazzesco, in un ruolo diverso dal solito, che ha padroneggiato con maestria
  4. Il film dura 2h6m e nonostante ci siano alcuni tempi morti, il film non risulta pesante, anzi avrei continuato volentieri a guardarlo
  5. È una storia super interessante, anche se parla di una realtà molto lontana, per esempio, dalla mia. In generale è proprio fatto bene, dinamico, emozionante e vi avverto che si piange un pochino

Vorrei aggiungere, infine, il mio film del cuore di quest’anno, quello che speravo vincesse tutto, ma si è comunque portato a casa un premio importantissimo:

 

IL POTERE DEL CANE

(best director)

  1. Partiamo dal presupposto che questo film è mooolto lento, quindi o siete super interessati o fate un po’ fatica
  2.  Detto ciò, a me è piaciuto tanto! Fotografia eccezionale, una cura dei dettagli incredibile, tutto super studiato, nulla al caso
  3. Essendo quasi uno studio sui personaggi e sulla loro interpretazione, non vi sto nemmeno a dire quanto la recitazione sia impeccabile (poi c’è Benedict quindi di cosa parliamo)
  4. Vi consiglio di stare attenti sul finale perché se no potreste fare fatica a capirlo, però abbiamo un bel plot twist che ci sta sempre bene
  5. Un western a tinte thriller
  6. Dura 2h27m e la storia ci sta! A me personalmente ha preso, però la lentezza può indurre ad abbandonare
  7. Piccolo consiglio da fan di Cumberbatch: guardatelo in lingua originale, è tutta un’altra storia

VOTO: 8.5

5 Film che parlano di rinascita

Finalmente è arrivata la primavera e io l’aspettavo veramente con tanta ansia… Saranno le belle giornate, saranno i colori, l’aria che si respira, ma tutti gli anni quando arriva questa data, mi sento un po’ rinascere, come se una parte di me fosse andata in letargo e, puntualmente, il 21 marzo si svegliasse più carica che mai, pronta a spaccare il mondo… O forse è solo meteoropatia! 

Volevo condividere con voi i 5 film che secondo me rappresentano al meglio questa sensazione di rinascita, sperando di donare un po’ di primavera anche a voi!


ENCANTO

  1. Ammetto che inizialmente non mi ispirava troppo questo film e invece mi sono dovuta ricredere
  2. Storia super tenera di una famiglia “magica” dove la protagonista è un po’ la pecora nera perché non ha nessun potere e dovrà fare un percorso sia fisico che interiore per scoprire che il potere è dentro di lei e così rinascere al pari degli altri
  3. Inutile che vi dica che i piantini sono assicurati
  4. Canzoni pazzesche (io totalmente fissata con “We don’t talk about Bruno”), del resto sono scritte da Lin-Manuel Miranda quindi ce lo aspettavamo? Sì.
    Però vi dico che ce ne sono abbastanza, non è un musical però ci siamo quasi
  5. Tutto molto incentrato sui valori della famiglia, sul self-love e sull’essere fieri di quello che siamo. Nulla di impegnativo, si guarda bene ed è divertente al punto giusto

VOTO: 7+


WILD

  1. Un film che fa riflettere, emozionare e viaggiare con la fantasia (sono sicura che nonostante tutto ad un certo punto direte anche voi “‘vorrei farlo anche io”)
  2. È la storia di una donna con un passato costellato da traumi, che non ha un posto nel mondo e non riesce a comprendere la sua vera identità… Intraprenderà un viaggio lungo 1100 miglia per fare pace col passato e riscoprire sé stessa
  3. È una storia vera (il che lo rende molto forte) che riesce ad accendere la speranza che andrà tutto bene se lavoriamo su noi stessi e ci mettiamo in gioco sia fisicamente che spiritualmente
  4. Dura 1h50m, ma non ve ne accorgerete nemmeno perché immedesimarsi in lei e nel suo percorso è veramente facilissimo e vi sentirete parte del viaggio
  5. Super consigliato e sicuramente alla fine avrete la spinta anche voi di mettervi in gioco per rinascere

VOTO: 7.5


CODA – I segni del cuore

  1. Se avete voglia di farvi un po’ di piantini questo è il film giusto per voi
  2. È la storia di una ragazza udente figlia di sordomuti (CODA sta infatti per “child of deaf adults”) che vive la sua vita in uno stato di codipendenza dalla sua famiglia, ma imparerà a dare valore anche a sé stessa, rinascendo come un individuo separato e libero
  3. È una storia molto dolce, la trama è bella (seppur non troppo originale), come genere siamo sul drammatico con una spolverata di romcom e dura 1h50m circa
  4. Fun fact: gli attori che interpretano i familiari della protagonista son veramente sordomuti
  5. Vi assicuro che dopo aver visto questo film avrete un’ondata di energia positiva

VOTO: 7/8


SOUL

  1. Amore, vita, ispirazione, passione e rinascita sono gli ingredienti di questo bellissimo viaggio
  2. È la storia di un musicista che ha perso di vista le cose veramente importanti della vita, per inseguire un’utopia. Dovrà affrontare un viaggio di morte e rinascita per capire cosa si stesse perdendo
  3. Era dai tempi di Inside Out che non vedevo un prodotto di animazione così profondo, che mi entrasse nel cuore e nell’anima in questo modo
  4. Ovviamente essendo un film d’animazione ci sono momenti divertenti che però non sminuiscono la portata dei messaggi che vengono trasmessi
  5. Non dura tanto, 1h40m, e vi consiglio di guardarlo seriamente, non solo con gli occhi, ma anche con la mente, col cuore e, ovviamente, con l’anima

 VOTO: 8.5


STORIA DI UN MATRIMONIO

  1. Uno dei film tra i più belli, commoventi e meglio realizzati degli ultimi anni
  2. È la storia di una coppia che è arrivata al capolinea e nonostante l’amore che ancora li lega, hanno bisogno di dividersi per potersi realizzare e crescere come persone
  3. Credo che la durata sia giusta (2h10m circa), ma in ogni caso non si sente, il film scorre benissimo e non si può fare a meno di entrare dentro le dinamiche di questa coppia ed esserne rapiti
  4. Scarlett Johansson e Adam Driver perfetti, impeccabili e, infatti, si sono meritati tutti i premi che hanno ricevuto
  5. Vi dico che si piange tantissimo e chi dice di no sicuro vi sta mentendo perché sfido chiunque a rimanere impassibile davanti a questo capolavoro
  6. Il coraggio di Nicole di liberarsi da un matrimonio che non le permette di esprimersi e di vivere la vita che ha sempre voluto è veramente di grande ispirazione; ma soprattutto, è importante vedere come nella vita basti solo un po’ di forza interiore per rinascere ed essere finalmente liberi

VOTO: 9

‘La crociata’ di Louis Garrel. E la Terra resta a guardare

La recensione del nuovo film con Laetitia Casta, diretto e interpretato da Louis Garrel

Terza regia di Louis Garrel, dopo la premiere a Cannes, poi passato a Roma in ottobre, ad Alice nella Città durante la Festa del Cinema, è approdata nelle sale italiane La croisadeLa crociata mette insieme la favola contenuta nell’ultima sceneggiatura di Jean-Claude Carrére, recentemente scomparso, e la commedia ambientalista voluta dal regista, che ne è protagonista insieme alla moglie Letitia Casta.

Bobo sta per bourgeois-bohemien, ho scoperto da poco questo termine curioso, indica quell’attuale borghesia che per spezzare l’agio si dà a provocazioni e anticonformismi. Una sorta di radical chic d’azione, se vogliamo. Il termine nasce a Parigi, dove si svolge la nostra storia. Abel e Marianne sono nomi feticcio per i personaggi di Garrel. Anche i protagonisti del suo precedente L’uomo fedele li portavano, insieme alle interpretazioni di lui e della moglie. Qui si rendono conto che il loro figlio tredicenne ha fatto sparire diversi oggetti preziosi di casa per rivenderli misteriosamente. Scoperta la sua missione per salvare il mondo dal tracollo ecologico con un dispendioso progetto, e condivisa peraltro con una rete internazionale di ragazzi, inizierà una sciarada generazionale tra ambientalismo scimmiottante Greta Thunberg, minidramma familiare per vini, orologi e abiti andati perduti e soprattutto la crescita ormonale, questo finora dormiente mostriciattolo impossessatosi del loro ragazzino.

Il twist? La Marianne della Casta che inizierà a guardare alle idee del figlio come fossero nuovo bizzarro contenuto del suo prezioso armadio. Indossarne qualcuna in sostituzione del Dior della discordia forse chiuderà il cerchio, almeno con nuovo stile. Mentre il papà non riesce neanche ad esser reazionario come vorrebbe. E almeno questo è un bene. Niente più haute couture o invisibili pellicole d’astio familiare da lavorare un dì in terapia. “Dai, che forse con la crociata per l’ambiente ci guadagniamo tutti, almeno in salute, e pure in morale”. Sembrerebbe sussurrarci questo film che si beve come un bicchier d’acqua. Invece Garrel parla con leggerezza dell’inaspettato impegno dei giovanissimi nel perorare una causa come la salvaguardia dell’ambiente. Una leggerezza stilosa e un po’ gonfiata che lascia ampi spazi liberi allo spettatore, più sul materialismo verso gli oggetti con i quali definiamo la nostra vita che con la natura alla quale imponiamo i nostri capricci.

Si fa pure guardare questa tiepida commedia che di divertente ha proprio poco. Senza troppi sorrisi, lascia sempre a denti stretti pur nella sua poco patinata cerebralità. Purtroppo la favola diventa favoletta di fronte alle reali necessità del nostro pianeta e alle ben più complesse soluzioni in sospeso fuori da un cinema. Senza anticipare quella sognante della Crociata, possiamo guardare a questo film, girato tra l’altro con alcuni esterni da lockdown parigino, come a un innocuo granello d’intrattenimento che aggiunge poco o nulla alla causa ambientale, e ancor meno al grande talento di Garrel, che aspettiamo con i suoi numerosi progetti del 2022. Due su tutti, L’ombra di Caravaggio di Michele Placido e il nuovo film di Pietro Marcello girato in Francia.

‘Taddrarite’ con Donatella Finocchiaro. Si va a teatro con tre vedove e un funerale

La tournée dello spettacolo su tre sorelle siciliane prosegue nei teatri italiani. Siamo andati a vedere la prima romana alla Sala Umberto

È gremito il teatro Sala Umberto per questa prima di Taddrarite, che poi è una prima a metà, perché lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Luana Rondinelli ha esordito nel 2013 vincendo il Premio della critica Etica in Atto nello stesso anno, nel 2014 il Roma Fringe Festival, e il Premio Afrodite nel 2020. Con un cast per tre attrici che sono cambiate nel tempo, siamo arrivati alla formazione di oggi con Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza, e la stessa Rondinelli, subentrata ad Antonia Truppo richiamata dal set. Tre donne in nero, scena di tre sedie e una cassa funebre con un marito da vegliare durante una notte di confessioni e rivelazioni che scorrono come un epitaffio tragicomico a tre voci sulle povere vestigia di un maschio siciliano, ma come tanti in tutta Italia. 

Monologhi pensiero spezzano i rosari recitati per inerzia, così le nenie di queste donne dalle anime colorate oggi ridotte al nero spingono per riemergere dai silenzi casalinghi, rialzano le spalle ricurve in cucina tra piatti da fare e invidia per le amanti che al posto loro passeggiavano al mare sottobraccio ai mariti. Tre sorelle troppo prese dai loro matrimoni e figli da crescere, troppo incastrate tra lutti, separazioni e costrizioni varie per parlare liberamente, scambiare idee. Anche soltanto tra di loro. Tutta la cultura maschiocentrica di certo Sud Italia è impigliata nelle loro emozioni, pesa sulle loro spalle. Custodita e riprodotta nei loro ventri, ma in questa pièce raccontata con ironia pungente e un fiume di parole leggerissime e pesantissime insieme.

Taddrarite significa pipistrelli, perché in nero e chiuse in casa a vegliare il loro morto. Morte che imbriglia la vita, ma forse non per questa notte, perché la vitalità di queste donne deborda in un ritmo vorticoso di tempi comici che risplendono sul palcoscenico. Testo impreziosito da tre performance trascinanti, ognuna a modo suo. Così se la Potenza delle tre fa la più giovane e timida, ma in fin dei conti vigorosa e dolcemente coriacea nella sua costanza, il personaggio della Finocchiaro è la ribelle, la sciantosa in pelliccia che si è rifatta una vita, che forse però ancora non è quella giusta. La più giudiziosa e saggia la interpreta invece l’autrice. Personaggio suo che mette ordine, o almeno ci prova, anche se pure le macerie nascoste della sua vita intima pesano eccome. Memorie familiari di paternalismi, mariti finalmente martiri, giusto nelle parole delle donne, e donne per una notte libere dai martirii di un paternalismo provinciale e gretto.

La magia della scrittura di Luana Rondinelli sta nel roteare il testo come zucchero filato, facendo montare la drammatica granulosità vedovile di una veglia notturna in un’esplosione emotiva e vitale che solleva lo spettatore portandolo in quella realtà e riuscendo a stampargli in faccia anche il sorriso, dopo i pugni di una sopraffazione sessista secolarizzata. La magia della Rondinelli sta in questo roteare sempre aggraziato. Drammaturga poderosa, già autrice e regista del recente Gerico Innocenza Rosa con Valeria Solarino, l’autrice scrive di donne e femminilità avvalendosi di attrici anche di cinema. Claudia Potenza l’abbiamo vista recentemente in diversi film, tra i quali Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, e recentemente nella serie Vita da Carlo, su Prime. Donatella Finocchiaro è uno dei volti e anime imprescindibili della Sicilia cinematografica e di tanto cinema civile e biografico, e la stessa Truppo proviene da pellicole come Il mio corpo vi seppellirà di Giovanni La Pàrola e Qui rido io di Mario Martone.

A Roma fino al 5 dicembre 2021, la tournée prosegue il 9 a Castiglion Fiorentino (AR), l’11 e 12 a Soverato (CZ), il 14 a Castrovillari (CS), il 18 e 19 dicembre a Napoli e dall’1 al 6 febbraio a Milano.

PH Credits Manuela Giusto

È stata la mano di Dio. La recensione di YouMovie

Al cinema dal 24 novembre, e poi disponibile su Netflix dal 15 dicembre, arriva in sala il nuovo lavoro di Paolo Sorrentino. Il più intimo, forse il più completo

Se con La Grande Bellezza e il suo seguito ipotetico Youth Paolo Sorrentino aveva percorso narrazioni spesso dominate dalla pura suggestione dell’immagine mentre nel dittico Loro dava una sua versione libera di un biopic su Berlusconi, nel suo nuovo lavoro mette dentro tanti riferimenti autobiografici, la contemplazione estatica della sua Napoli e un omaggio affettuoso e discreto a Maradona. È stata la mano di Dio, presentato in settembre alla Mostra del Cinema di Venezia, si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria, cioè il Leone d’Argento, ma anche la Coppa Volpi per il suo protagonista Filippo Scotti, mentre adesso inizia il suo cammino con il pubblico. In sala dal 24 novembre, habitat naturale e miglior modo di godere di questo film, ma il dal 15 dicembre sarà disponibile su Netflix.

Il giovane Fabietto osserva quella parte di mondo incastonata nella sua Napoli. La realtà non lo aggrada più di tanto, così custodisce il sogno di crearne di nuove. I suoi genitori li interpretano Toni Servillo e Teresa Saponangelo. Teneri nello sbecchettarsi amorosamente quanto spietati negli affondi durante litigate burrascose. Classica coppia impiegato di banca lui, casalinga lei, sono ancora innamoratissimi, e nelle surreali riunioni di famiglia per accasare una cugina grassa o fare un giro in barca nel Golfo di Napoli i fischiettii d’ironica complicità tra padre e figlio rincuorano questo ragazzo spaesato del 1984, e un pò anche noi. La ricostruzione di quella Napoli di Fiat Ritmo e walkman in cuffia è fedelissima.

“Il cinema non serve a niente” dirà il grande Federico Fellini giunto ai piedi del Vesuvio per provinare comparse. Il cinema fa capolino così nella vita di questo giovane alter ego di Sorrentino, e ci si metterà di mezzo pure Antonio Capuano – regista mecenate del vero Paolo e primo a coglierne il talento in tempi non sospetti – mentre la tragedia che cambierà ogni cosa è dietro l’angolo. Nella prima parte il regista maneggia con classe i registri della commedia all’italiana. Settandosi su quel genere ci mostra i suoi parenti serpenti tra pellicce, mozzarelle e l’ingordigia dei vecchi. Spunta pure la zia sexy e depressa tra voyerismo e disagio mentale. La interpreta una Luisa Ranieri ottima nell’incarnare questa figura fragile e complessa, perché tenera, disperata e saggia al tempo stesso farà da timone alle scelte di Fabio.   

La catarsi laica per l’avvento di Maradona, l’acquisto del secolo che peserà quasi più di San Gennaro, aleggia per tutto il film. Forse non vincerà Oscar È stata la mano di Dio, ma meriterebbe la candidatura perché ha il guizzo e la forza di farci ridere e poi piangere.  L’eleganza della sua Napoli ha tagli inediti su scorci meno noti. Trionfa la vastità del Golfo visto dal largo e le luci lontane la rendono più europea e meno italiana. Qui siamo di fronte al Sorrentino più intimo. Con una sola scarrellata prima e con la voce nostalgica di Pino Daniele poi, sembra sussurrarci che la vita sa essere piacevole e rischiosa come un viaggio in tre sulla Vespa, e che comunque vada, gli affetti più stretti ci restano sempre aggrappati saldamente, e noi a loro. 

PH Credits Gianni Fiorito
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