Month: December 2021

Grande successo per il Digital Media Fest

Digital Media Fest - premiazioni

Grande successo per il Digital Media Fest, concluso il 12 Dicembre con la consegna dei premi. La piattaforma You Movie ha garantito lo streaming degli e eventi online e delle premiazioni. È stato inoltre consegnato il premio You Movie Best Actress a Fulvia Patrizi Olivieri per “La macchia”.


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I fratelli De Filippo. I tre cenerentoli di Sergio Rubini

Il primo biopic su Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, giganti del teatro italiano, è ora un evento cinematografico in sala nei giorni 13, 14 e 15 dicembre

Erano figli ‘inattesi’ di Eduardo Scarpetta i De Filippo, avuti dalla relazione extra-matrimoniale con Luisa De Filippo. Amante e figli tutti mantenuti in un altro appartamento dal grande attore napoletano che nei primi anni del novecento era una specie di faraone del teatro comico. “Le famiglie come quella di Titina, Eduardo e Peppino De Filippo, in quell’epoca erano considerate famiglie di serie B, mentre gli Scarpetta erano la famiglia di serie A”. Ha affermato Sergio Rubini, regista e sceneggiatore di questo viaggio alle radici del teatro italiano moderno. E Peppino, tenuto per i suoi primi cinque anni in campagna da una nutrice che considerava sua madre, ma poi catapultato tra i due fratelli maggiori più la scoperta della vera madre, oggi a posteriori del romanzo di Donatella Di Pietrantonio lo definiremmo un arminuto. 

Nei panni di Eduardo, Mario Autore, giovane esordiente sul grande schermo che riporta in vita il grande drammaturgo con la sua verve giovanile e l’energia infusa dal regista Rubini. Soprattutto in certe movenze affabulatorie delle braccia. Raccontati dal regista come uno sceneggiato su una rock band composta da caratteri contrastanti, emozioni forti e scontri inevitabili su un fertilissimo terreno d’arte, con Autore c’è Domenico Pinelli a interpretare Peppino. Più languido e portato ai ritmi della commedia, il giovane futuro socio di Totò è l’anima più tormentata dei tre, avendo sempre risentito di essere stato tenuto ai margini della famiglia non una volta come Eduardo e Titina, ma due. E in più, appesantito dall’eterna competizione con il fratello. Collante e confidente tra i due, la sorella maggiore con il sorriso di Anna Ferraioli Ravel. L’attrice porta in sé l’assenza paterna di Titina e una maternità accogliente che nonostante certe tragicità della vita sfociano nell’arte che la De Filippo dimostrò sul palcoscenico.

La ricostruzione di una Napoli dove si doveva “andà a rubbà ‘a verità ‘mmiezz’a via”, come dice il giovane Eduardo, dove le caciotte rotolavano dalle mani di ladruncoli o dove gli attori segregati in prova le gustavano furtivamente per cena insieme a pane e pere aggancia lo spettatore tra i vicoli percorsi da camerieri che portavano sporte di avanzi freddi degli Scarpetta per i De Filippo. È una città dove serpeggia un fascismo della prima ora, ancora libertino, considerato rivoluzionario e non ancora intinto di camicie nere. Questo lo sfondo per l’Eduardo Scarpetta messo in scena come un fascinoso e scaltro Mangiafuoco da Giancarlo Giannini, il quale muove i fili di tutti all’interno del suo carrozzone teatrale. I tre figli illegittimi partiti come servi di scena, poi via via sempre più importanti con le loro interpretazioni e artisticamente minacciosi per Vincenzino, erede legittimo di tutte le fortune Scarpetta con il volto di Biagio Izzo, sono una vera scoperta narrativa in questo film che fa luce sui legami familiari dei De Filippo e soprattutto sulla loro genesi artistica. Infine, madre e bilancia emotiva robustissima e dolce di tutte le bramosie Scarpetta/De Filippo, la madre dei tre artisti Luisa viene interpretata con grazia e profondità da Susy Del Giudice.

Grande e importante lo studio documentale di Rubini e i suoi per arrivare ad acciuffare questi personaggi che gli autori non li hanno mai cercati, ma li hanno sempre fatti a modo loro. E molto buono il risultato per un film avvincente, commovente e rivelatorio che, unico neo, risente di una fotografia dai facili eccessi luminosi per brillar meglio, un giorno, sul piccolo schermo nazional popolare. Forse ci sarà un sequel, come ha predetto il regista stesso, sugli anni della guerra, sulle persecuzioni dei nazisti subite dai De Filippo, e sul ritorno nelle loro vicende del Principe De Curtis, secondo Rubini “un vero e proprio angelo per i De Filippo”.

Pensato da 01 Distribution come evento cinematografico per i giorni 13, 14 e 15 dicembre, viene proiettato in oltre 220 sale per ognuna delle date, con un totale di 303 sale coinvolte in tenitura evento. All’esordio su grande schermo si è piazzato subito secondo per incasso, dietro solo a Encanto della Disney. Ma oltre all’uscita nelle sale, per questo Natale già sovraffollate di titoli, I fratelli De Filippo potrebbe arrivare non molto tardi anche in tv, quindi su Rai Uno.

‘Taddrarite’ con Donatella Finocchiaro. Si va a teatro con tre vedove e un funerale

La tournée dello spettacolo su tre sorelle siciliane prosegue nei teatri italiani. Siamo andati a vedere la prima romana alla Sala Umberto

È gremito il teatro Sala Umberto per questa prima di Taddrarite, che poi è una prima a metà, perché lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Luana Rondinelli ha esordito nel 2013 vincendo il Premio della critica Etica in Atto nello stesso anno, nel 2014 il Roma Fringe Festival, e il Premio Afrodite nel 2020. Con un cast per tre attrici che sono cambiate nel tempo, siamo arrivati alla formazione di oggi con Donatella Finocchiaro, Claudia Potenza, e la stessa Rondinelli, subentrata ad Antonia Truppo richiamata dal set. Tre donne in nero, scena di tre sedie e una cassa funebre con un marito da vegliare durante una notte di confessioni e rivelazioni che scorrono come un epitaffio tragicomico a tre voci sulle povere vestigia di un maschio siciliano, ma come tanti in tutta Italia. 

Monologhi pensiero spezzano i rosari recitati per inerzia, così le nenie di queste donne dalle anime colorate oggi ridotte al nero spingono per riemergere dai silenzi casalinghi, rialzano le spalle ricurve in cucina tra piatti da fare e invidia per le amanti che al posto loro passeggiavano al mare sottobraccio ai mariti. Tre sorelle troppo prese dai loro matrimoni e figli da crescere, troppo incastrate tra lutti, separazioni e costrizioni varie per parlare liberamente, scambiare idee. Anche soltanto tra di loro. Tutta la cultura maschiocentrica di certo Sud Italia è impigliata nelle loro emozioni, pesa sulle loro spalle. Custodita e riprodotta nei loro ventri, ma in questa pièce raccontata con ironia pungente e un fiume di parole leggerissime e pesantissime insieme.

Taddrarite significa pipistrelli, perché in nero e chiuse in casa a vegliare il loro morto. Morte che imbriglia la vita, ma forse non per questa notte, perché la vitalità di queste donne deborda in un ritmo vorticoso di tempi comici che risplendono sul palcoscenico. Testo impreziosito da tre performance trascinanti, ognuna a modo suo. Così se la Potenza delle tre fa la più giovane e timida, ma in fin dei conti vigorosa e dolcemente coriacea nella sua costanza, il personaggio della Finocchiaro è la ribelle, la sciantosa in pelliccia che si è rifatta una vita, che forse però ancora non è quella giusta. La più giudiziosa e saggia la interpreta invece l’autrice. Personaggio suo che mette ordine, o almeno ci prova, anche se pure le macerie nascoste della sua vita intima pesano eccome. Memorie familiari di paternalismi, mariti finalmente martiri, giusto nelle parole delle donne, e donne per una notte libere dai martirii di un paternalismo provinciale e gretto.

La magia della scrittura di Luana Rondinelli sta nel roteare il testo come zucchero filato, facendo montare la drammatica granulosità vedovile di una veglia notturna in un’esplosione emotiva e vitale che solleva lo spettatore portandolo in quella realtà e riuscendo a stampargli in faccia anche il sorriso, dopo i pugni di una sopraffazione sessista secolarizzata. La magia della Rondinelli sta in questo roteare sempre aggraziato. Drammaturga poderosa, già autrice e regista del recente Gerico Innocenza Rosa con Valeria Solarino, l’autrice scrive di donne e femminilità avvalendosi di attrici anche di cinema. Claudia Potenza l’abbiamo vista recentemente in diversi film, tra i quali Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek, e recentemente nella serie Vita da Carlo, su Prime. Donatella Finocchiaro è uno dei volti e anime imprescindibili della Sicilia cinematografica e di tanto cinema civile e biografico, e la stessa Truppo proviene da pellicole come Il mio corpo vi seppellirà di Giovanni La Pàrola e Qui rido io di Mario Martone.

A Roma fino al 5 dicembre 2021, la tournée prosegue il 9 a Castiglion Fiorentino (AR), l’11 e 12 a Soverato (CZ), il 14 a Castrovillari (CS), il 18 e 19 dicembre a Napoli e dall’1 al 6 febbraio a Milano.

PH Credits Manuela Giusto

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