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I fratelli De Filippo. I tre cenerentoli di Sergio Rubini

Il primo biopic su Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, giganti del teatro italiano, è ora un evento cinematografico in sala nei giorni 13, 14 e 15 dicembre

Erano figli ‘inattesi’ di Eduardo Scarpetta i De Filippo, avuti dalla relazione extra-matrimoniale con Luisa De Filippo. Amante e figli tutti mantenuti in un altro appartamento dal grande attore napoletano che nei primi anni del novecento era una specie di faraone del teatro comico. “Le famiglie come quella di Titina, Eduardo e Peppino De Filippo, in quell’epoca erano considerate famiglie di serie B, mentre gli Scarpetta erano la famiglia di serie A”. Ha affermato Sergio Rubini, regista e sceneggiatore di questo viaggio alle radici del teatro italiano moderno. E Peppino, tenuto per i suoi primi cinque anni in campagna da una nutrice che considerava sua madre, ma poi catapultato tra i due fratelli maggiori più la scoperta della vera madre, oggi a posteriori del romanzo di Donatella Di Pietrantonio lo definiremmo un arminuto. 

Nei panni di Eduardo, Mario Autore, giovane esordiente sul grande schermo che riporta in vita il grande drammaturgo con la sua verve giovanile e l’energia infusa dal regista Rubini. Soprattutto in certe movenze affabulatorie delle braccia. Raccontati dal regista come uno sceneggiato su una rock band composta da caratteri contrastanti, emozioni forti e scontri inevitabili su un fertilissimo terreno d’arte, con Autore c’è Domenico Pinelli a interpretare Peppino. Più languido e portato ai ritmi della commedia, il giovane futuro socio di Totò è l’anima più tormentata dei tre, avendo sempre risentito di essere stato tenuto ai margini della famiglia non una volta come Eduardo e Titina, ma due. E in più, appesantito dall’eterna competizione con il fratello. Collante e confidente tra i due, la sorella maggiore con il sorriso di Anna Ferraioli Ravel. L’attrice porta in sé l’assenza paterna di Titina e una maternità accogliente che nonostante certe tragicità della vita sfociano nell’arte che la De Filippo dimostrò sul palcoscenico.

La ricostruzione di una Napoli dove si doveva “andà a rubbà ‘a verità ‘mmiezz’a via”, come dice il giovane Eduardo, dove le caciotte rotolavano dalle mani di ladruncoli o dove gli attori segregati in prova le gustavano furtivamente per cena insieme a pane e pere aggancia lo spettatore tra i vicoli percorsi da camerieri che portavano sporte di avanzi freddi degli Scarpetta per i De Filippo. È una città dove serpeggia un fascismo della prima ora, ancora libertino, considerato rivoluzionario e non ancora intinto di camicie nere. Questo lo sfondo per l’Eduardo Scarpetta messo in scena come un fascinoso e scaltro Mangiafuoco da Giancarlo Giannini, il quale muove i fili di tutti all’interno del suo carrozzone teatrale. I tre figli illegittimi partiti come servi di scena, poi via via sempre più importanti con le loro interpretazioni e artisticamente minacciosi per Vincenzino, erede legittimo di tutte le fortune Scarpetta con il volto di Biagio Izzo, sono una vera scoperta narrativa in questo film che fa luce sui legami familiari dei De Filippo e soprattutto sulla loro genesi artistica. Infine, madre e bilancia emotiva robustissima e dolce di tutte le bramosie Scarpetta/De Filippo, la madre dei tre artisti Luisa viene interpretata con grazia e profondità da Susy Del Giudice.

Grande e importante lo studio documentale di Rubini e i suoi per arrivare ad acciuffare questi personaggi che gli autori non li hanno mai cercati, ma li hanno sempre fatti a modo loro. E molto buono il risultato per un film avvincente, commovente e rivelatorio che, unico neo, risente di una fotografia dai facili eccessi luminosi per brillar meglio, un giorno, sul piccolo schermo nazional popolare. Forse ci sarà un sequel, come ha predetto il regista stesso, sugli anni della guerra, sulle persecuzioni dei nazisti subite dai De Filippo, e sul ritorno nelle loro vicende del Principe De Curtis, secondo Rubini “un vero e proprio angelo per i De Filippo”.

Pensato da 01 Distribution come evento cinematografico per i giorni 13, 14 e 15 dicembre, viene proiettato in oltre 220 sale per ognuna delle date, con un totale di 303 sale coinvolte in tenitura evento. All’esordio su grande schermo si è piazzato subito secondo per incasso, dietro solo a Encanto della Disney. Ma oltre all’uscita nelle sale, per questo Natale già sovraffollate di titoli, I fratelli De Filippo potrebbe arrivare non molto tardi anche in tv, quindi su Rai Uno.

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