Il potere del cane

Oscar 2022: una cerimonia che ha lasciato il segno

Domenica notte si è tenuta la 94esima edizione degli Academy Awards, che aveva il compito di risollevare gli animi dopo la disastrosa cerimonia dello scorso anno. 

Sicuramente non sono stati gli Oscar più belli che io abbia mai visto, considerando l’assegnazione di alcuni premi con i quali sono in disaccordo, la reiterata decisione di non avere un host unico, ma anzi di far presentare la serata ad un numero pressoché infinito di guest star tra attori, registi, musicisti, ecc… 

In ogni caso, era veramente impossibile fare peggio dello scorso anno, quindi questa volta sono riuscita a non addormentarmi e ho potuto fortunatamente vedere in diretta l’imbarazzante alterco avvenuto tra Will Smith e Chris Rock che sembra essere l’unico highlight di uno degli eventi più importanti del mondo dello spettacolo. A chi importa della vittoria di Jane Campion, la prima regista donna ad essere nominata due volte nella categoria “best director”, del bellissimo momento in cui al Dolby Theatre si sono alzati tutti in piedi per celebrare la vittoria di Troy Kotsur come “best supporting actor” con un applauso silenzioso o del bellissimo discorso di Jessica Chastain, quando puoi riempire articoli e post di una scazzottata fuori programma.

Fortunatamente tra il gossip becero e gli avvenimenti accessori, c’è stato anche il tempo di parlare di cinema: tra la celebrazione degli anniversari di diversi film come “Pulp Fiction”, James Bond”, “Il Padrino”, con il toccante “in memoriam” di quest’anno e, ultimo, sicuramente non per importanza, con le premiazioni dei film e degli attori in gara.

Ci sono stati tre film che hanno sovrastato gli altri, due dei quali vincendo in tutte le categorie per cui erano candidati:

 

DUNE

(best original score, best visual effects, best cinematography, best production design, best film editing, best sound)

  1. Premessa: questo film è la prima parte parte di due (o tre alcuni dicono). Quindi non temete, se l’hanno fatto finire così c’è un motivo
  2. A me è piaciuto. C’è la fantascienza, c’è l’azione, c’è il dramma e c’è la sottotrama politica, il tutto condito da un’ottima recitazione e da un ritmo abbastanza sostenuto
  3. Dura 2h35m ma vi assicuro che ne vorrete ancora e non vi accorgerete del tempo che passa
  4. Unica pecca è che molte cose non vengono spiegate o approfondite troppo (bisogna però tenere conto del fatto che stanno condensando 6 libri in 2/3 film quindi è normale che non ci spieghino tutto)
  5. Smettetela di dire che non c’è Zendaya!
  6.  Non sono una grande amante della fantascienza (soprattutto quando le cose si svolgono nello spazio), ma lo consiglio a tutti, anche a quelli come me

VOTO: 8

 

CODA – I segni del cuore

(best picture, best actor in a supporting role, best adapted screenplay)

  1. Se avete voglia di farvi un po’ di piantini questo è il film giusto per voi 
  2.  È la storia di una ragazza udente figlia di sordomuti (CODA sta infatti per “child of deaf adults”) che vive la sua vita in uno stato di codipendenza dalla sua famiglia, ma imparerà a dare valore anche a sé stessa in quanto individuo separato
  3. È una storia molto dolce, la trama è bella (seppur non troppo originale), come genere siamo sul drammatico con una spolverata di romcom e dura 1h50m circa
  4. Piccola curiosità: gli attori che interpretano i familiari della protagonista son veramente sordomuti
  5. Vi assicuro che dopo aver visto questo film avrete un’ondata di energia positiva

VOTO: 7/8

 

GLI OCCHI DI TAMMY FAYE

(best actress, best makeup and hairstyling)

  1. Non conoscevo la storia di questa donna sicuramente eccentrica e devo dire che mi ha profondamente catturata
  2.  È una storia vera e il film parla di come Tammy Faye e suo marito, partendo da zero, abbiano creato il network religioso più grande del mondo, di come lei sia diventata un’icona e dei problemi che hanno dovuto affrontare prima, dopo e durante
  3. Jessica Chastain è spettacolare, bravissima, incredibile ed è veramente molto simile alla Tammy Faye originale, ma anche Andrew Garfield (che come Lin-Manuel Miranda ha deciso di monopolizzare le candidature ai vari premi) pazzesco, in un ruolo diverso dal solito, che ha padroneggiato con maestria
  4. Il film dura 2h6m e nonostante ci siano alcuni tempi morti, il film non risulta pesante, anzi avrei continuato volentieri a guardarlo
  5. È una storia super interessante, anche se parla di una realtà molto lontana, per esempio, dalla mia. In generale è proprio fatto bene, dinamico, emozionante e vi avverto che si piange un pochino

Vorrei aggiungere, infine, il mio film del cuore di quest’anno, quello che speravo vincesse tutto, ma si è comunque portato a casa un premio importantissimo:

 

IL POTERE DEL CANE

(best director)

  1. Partiamo dal presupposto che questo film è mooolto lento, quindi o siete super interessati o fate un po’ fatica
  2.  Detto ciò, a me è piaciuto tanto! Fotografia eccezionale, una cura dei dettagli incredibile, tutto super studiato, nulla al caso
  3. Essendo quasi uno studio sui personaggi e sulla loro interpretazione, non vi sto nemmeno a dire quanto la recitazione sia impeccabile (poi c’è Benedict quindi di cosa parliamo)
  4. Vi consiglio di stare attenti sul finale perché se no potreste fare fatica a capirlo, però abbiamo un bel plot twist che ci sta sempre bene
  5. Un western a tinte thriller
  6. Dura 2h27m e la storia ci sta! A me personalmente ha preso, però la lentezza può indurre ad abbandonare
  7. Piccolo consiglio da fan di Cumberbatch: guardatelo in lingua originale, è tutta un’altra storia

VOTO: 8.5

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